Sì della Camera alla Legge sulle Non Cognitive Skills

Le Non cognitive Skills sono parte fondamentale dell’apprendimento e permettono di comprendere la complessità del mondo. Elementi indispensabili per un balzo in avanti nella società afflitta dalla pandemia.

Sono molto soddisfatto del sì della Camera alla legge su 'Non cognitive skills' di cui sono stato relatore su proposta dell'Intergruppo sussidiarietà. 

Per due motivi: per prima cosa perché è stato il frutto di un lavoro trasversale e nasce da un ampio ragionamento con le comunità educanti e da un proficuo studio portato avanti dall’intergruppo presieduto da Lupi. E poi perché sono convinto che questa legge costituisca una vera sfida che guarda al futuro. 

Non si può più evitare di annoverare tra le conseguenze del lockdown anche l’analfabetismo emotivo che si è creato in questa fase, legato alle distanze e alla mancanza di socialità dei minori. 

La sperimentazione coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado, disarticolando una centralità esclusiva delle competenze cognitive per valorizzare anche aspetti relazionali e individuali come la coscienziosità, il senso di efficacia, l’auto-determinazione, la mentalità dinamica. Queste competenze, se sviluppate durante il periodo scolastico, possono avere un effetto positivo sull’apprendimento, sulla scelta dei percorsi di studio, sull’accesso al mondo del lavoro, sul senso civico e la cittadinanza attiva. 

Le Non cognitive Skills, of Character Skills come le definisce il professor Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, sono parte fondamentale dell’apprendimento e permettono di comprendere la complessità del mondo. Elementi indispensabili per un balzo in avanti nella società afflitta dalla pandemia. Senza tralasciare il fatto che lo sviluppo di queste competenze può contribuire ad allineare la scuola italiana ai più moderni approcci pedagogici e quindi renderla maggiormente competitiva a livello europeo.