Occuparsi subito della dispersione scolastica in DAD

Dispersione scolastica: dobbiamo, attraverso l’ascolto del Terzo Settore, cominciare subito a disegnare un’idea di scuola post covid che abbia un senso e contribuisca a colmare i divari sociali

Diverse ricerche del Terzo Settore ci stanno mostrando quello che più temevamo: la dispersione scolastica durante la pandemia si è acuita enormemente. 

La difficoltà delle famiglie di attrezzarsi per la Dad, la quotidianità in spazi spessi angusti e in convivenza con altri membri della famiglia, la perdita di socializzazione hanno consegnato molti bambini e bambine e ragazzi e ragazze all’invisibilità scolastica. 

Come riporta un articolo su Repubblica di ieri: “la Comunità di Sant'Egidio (...) ha certificato che a settembre 2020, ripartenza del secondo anno pandemico, il 4 per cento dei bambini-adolescenti non era tornato a scuola. E il 20 per cento, qui arriviamo a 800 mila scolari in numero assoluto, aveva accumulato troppi giorni di assenza”. E un'indagine Ipsos per conto di Save the children aveva già evidenziato che nelle classi superiori i ragazzi arresi sono altri 34 mila. Sono dunque almeno 200 mila gli studenti usciti dal circuito scolastico. E la situazione è drammaticamente peggiore la Sud. 

Mi sembra ovvio che questo è una delle prime questioni che devono interessare la politica tutta. Finalmente, come avevamo chiesto, arrivano risorse aggiuntive apposite per l’infanzia e adolescenza unite ai patti di comunità per il Terzo Settore, interventi a alta densità educativa oltre ai già citati lotta dispersione scolastica e impegno specifico per il Sud ma le risorse del PNRR sono solo una parte del nostro complessivo impegno più ampio per l’inclusione dei bambini e delle bambine. 

Dobbiamo, attraverso l’ascolto del Terzo Settore, cominciare subito a disegnare un’idea di scuola post covid che abbia un senso e contribuisca a colmare i divari sociali”