Informazione: mozione pluralismo per qualità dell’informazione

Abbiamo bisogno di una riflessione generale sui temi dell'editoria che non si limiti solo a raccontare la necessità di pluralismo ma ci dica come farlo e non possiamo farlo se non partiamo da due concetti fondamentali: qualità del giornalismo e valorizzazione e supporto all’intera filiera editoriale.

Bene la votazione della mozione sul pluralismo del Pd. Su questi avevamo già presentato una risoluzione in Commissione Cultura a maggio 2020, sottolineando alcuni interventi urgenti che avrebbe dovuto prendere il governo Conte 2 e che oggi abbiamo inserito in questa mozione: sostegno esplicito al settore editoriale e alle filiere connesse, riattivazione della transizione digitale, supporto alle edicole, incremento del fondo per le emittenti locali, tutela giornalisti e giornaliste precari, risoluzione delle numerose crisi aziendale del comparto. 

Abbiamo bisogno di una riflessione generale sui temi dell'editoria che non si limiti solo a raccontare la necessità di pluralismo ma ci dica come farlo e non possiamo farlo se non partiamo da due concetti fondamentali: qualità del giornalismo e valorizzazione e supporto all’intera filiera editoriale. 

In un mondo cambiato dal covid parlare di tagli indiscriminati all'editoria non ha senso. Ma questa mozione, dal punto di vista politico vuol significare anche che il Pd è fermo nel condannare ogni forma di intolleranza attraverso i social, che sia a sfondo sessista o sessuale, razziale o religiosa. 

Questa mozione parla della vita democratica di questo paese e non è retorico perché il Parlamento deve essere particolarmente fiero se riesce a lavorare in questa legislatura seguendo la Convenzione di Faro che sottolinea gli aspetti importanti del patrimonio culturale in relazione ai diritti umani e alla democrazia. 

Parlare di pluralismo significa mettere al centro del dibattito il tema della diversità e della libertà di espressione con particolare rilevanza in quelle situazioni in cui c’è asimmetria di potere tra chi si esprime e chi ascolta ma non ha possibilità di difendersi, come i cittadini. 

La storia politica è piena di questi casi, sta all'autocoscienza della politica impegnarsi a non fomentare discriminazioni. Credo quindi che l'approvazione della legge Zan dia, anche in questo ambito, un sostanzioso contributo alla vita democratica del paese.