Giornalismo: solidarietà a Bulfon e Goracci. Urgente tavolo contro aggressioni e minacce a cronisti e croniste

Mai come in questi casi la solidarietà a Bulfon come a Goracci è necessaria ma non sufficiente. Come ho denunciato più volte, lo stato di salute della stampa in Italia è preoccupante e occorre dare al più presto una risposta istituzionale.

E’ stata rafforzata la scorta personale Floriana Bulfon, giornalista d’inchiesta che si è occupata più volte di mafie. 

E questo segnale gravissimo, è sempre una sconfitta per uno stato democratico aver bisogno di tutelare con la scorta i suoi giornalisti e giornaliste, arriva a sole 24 ore dall’aggressione all’inviata della Rai Lucia Goracci in Romania da parte di una ministra no-vax che ha addirittura sequestrato la troupe per ore. 

Questi episodi si aggiungono a quelli di centinaia di professionisti dell’informazione che ogni giorno nel nostro paese sono aggrediti, insultati, intimiditi. 

Il giornalismo, presidio fondamentale della democrazia, vive già di suo un fortissimo periodo di crisi editoriale e economica che ha portato a salari bassissimi per i cronisti e le croniste e un immenso bacino di precariato. 

La situazione è più grave di quanto pensassimo: se si arriva a malmenare i cronisti e le croniste mentre stanno facendo il proprio lavoro è segno evidente che diversi argini siano saltati. Ma mai come in questi casi la solidarietà a Bulfon come a Goracci è necessaria ma non sufficiente. 

Come ho denunciato più volte, lo stato di salute della stampa in Italia è preoccupante e occorre dare al più presto una risposta istituzionale. Chiedo alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese di riunire con urgenza il tavolo di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazione sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. 

Mentre sarà mia premura insistere su questo tema sia in Commissione Antimafia, nel comitato che se ne occupa, che in Commissione Cultura, dove abbiamo i dossier sull’editoria.