S.M. Capua Vetere agghiacciante, subito numero identificativo sulle divise

Non possono essere più tollerate lesioni come questa allo stato di diritto. La nostra Costituzione dice chiaramente che il carcere deve tendere alla rieducazione del condannato e non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Occorre subito affrontare la questione del sovraffolamento e quella del numero identificativo sulle divise.

Le indagini e le immagini delle violenze dal carcere di Santa Maria Capua Vetere ci restituiscono una realtà agghiacciante: 52 agenti della penitenziaria soggetti a misure cautelari dopo aver torturato, picchiato a sangue i detenuti del carcere durante diverse spedizioni punitive. 

Fatti terrificanti che gettano ombre sullo Stato e sulla polizia penitenziaria, che ora hanno il dovere di chiarire con piena trasparenza. Ma oltre la necessità di chiarezza e giustizia, e l’urgenza da parte della Ministra Cartabia di una spiegazione approfondita di ciò che è successo, è necessario intervenire per prevenire il ripetersi di questi fenomeni che, attraverso azioni individuali, infangano l’intero corpo.

Non possono essere più tollerate lesioni come questa allo stato di diritto. 

La nostra Costituzione dice chiaramente che il carcere deve tendere alla rieducazione del condannato e non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Occorre subito affrontare la questione del sovraffolamento e quella del numero identificativo sulle divise. Un provvedimento semplice, sul quale insisto da sempre, che tutelerebbe sia i cittadini che gli agenti stessi. 

Mi pare evidente ormai, dato il susseguirsi di episodi inquietanti (da Genova 2001 ai casi Cucchi e Aldrovandi, solo per citarne due) che non si possa più liquidare la questione degli abusi delle forze dell’ordine come marginale eppure il leader della Lega ancora una volta perde l'occasione per dimostrarsi serio e rispettoso, affrontando problemi complessi con battute e prese di posizione assolute e semplicistiche che hanno solo l'obiettivo di aumentare i conflitti nel paese e di seminare odio nella società provando a mettere i cittadini gli uni contro gli altri. 

Nessuno è contro le forze dell’ordine, al contrario: gli interventi che chiediamo sono necessari per tutelare per prima cosa la loro professionalità e il valore fondamentale del loro lavoro.