Meeting, partire dall'Io per costruire collettivamente

Partendo dai discorsi di Mattarella e di Papa Francesco è necessario lavorare per costruire coesione, collaborazione, creatività per definire nuove dinamiche sociali che portino a uno sviluppo integrale della persona. E’ il tema che affronterò domani nel panel a cui sono stato invitato “Investire in educazione” (ore 13, Sala Generali).

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha fatto oggi un discorso fondamentale, cogliendo a pieno il senso del titolo del Meeting di quest’anno “Il coraggio di dire Io” e ne ha dato una chiave di lettura globale, declinandolo sul coraggio di essere protagonisti nella società per imprimere una svolta a questa situazione critica prodotta dalla pandemia, dalla quale si esce solo se si lavora insieme. 

Non è un invito all’individualismo, al contrario: è un invito, quello del Presidente, a fare ognuno la propria parte, a essere soggetti attivi e a non adagiarsi nella resistenza passiva. Un discorso molto potente perché non centrato sulle risorse e sui mezzi per migliorare la società ma sulle scelte personali, il cambiamento parte dall’individuo, che hanno senso solo quando diventano collettive. 

Il Presidente ha parlato quindi di solidarietà, dialogo, coraggio, passione con riferimento ai giovani che sono i soggetti che hanno maggiormente subito le conseguenze dei lockdown. Non è prevista la possibilità di arroccarsi in questa fase, al contrario dobbiamo puntare, come ha detto Mattarella, alla solidarietà, all’interazione, alla responsabilità: la prima è quella della vaccinazione, che è un dovere collettivo. 

Bisogna seguire ci insegnamenti che ci ha lasciato Gino Strada: uno spirito di agire collettivo che non è solo cattolico ma in primo luogo umano. Altrimenti, come ha ben evidenziato il Presidente, si rischia l’esclusione, l’isolamento di alcune parti della popolazione. Rischio acuito non solo dalle conseguenze della pandemia ma anche da chi politicamente spinge sulle differenze e le alimenta. 

Partendo dai discorsi di Mattarella e di Papa Francesco è necessario lavorare per costruire coesione, collaborazione, creatività per definire nuove dinamiche sociali che portino a uno sviluppo integrale della persona. 

E’ il tema che affronterò domani nel panel a cui sono stato invitato “Investire in educazione” (ore 13, Sala Generali). Insisterò sul concetto di global competence: per non pensare più alla scuola come a un insieme di compartimenti stagni dove si valorizzano le materie ma dobbiamo pensarla come un percorso multidimensionale in cui si valorizzano le persone nella loro interezza. 

La sfida a costruire comunità partendo dal coraggio dell’Io che ci ha lanciato Mattarella vale non solo per noi che ci occupiamo di antimafia o scuola, ma vale per la politica tutta e per tutti i cittadini e cittadine che non devono rassegnarsi a una “scialba gestione dell’esistente” ma devono prendere una posizione coraggiosa, costruttiva e creativa che può permetterci di affrontare i nuovi problemi che abbiamo davanti e gli scenari per il rilancio del paese.