Doppia laurea, provvedimento necessario all'Università del futuro

Grazie al lavoro della Commissione Cultura, ci avviciniamo all’obiettivo di eliminare un decreto regio di epoca fascista, che limita le nostre studentesse e i nostri studenti nello sfruttare il potenziale dell’ampio ventaglio dell’offerta formativa universitaria contemporanea

Grazie al lavoro della Commissione Cultura, ci avviciniamo all’obiettivo di eliminare una disposizione assolutamente anacronistica, un decreto regio di epoca fascista, che limita le nostre studentesse e i nostri studenti nello sfruttare il potenziale dell’ampio ventaglio dell’offerta formativa universitaria contemporanea. 

La possibilità di una doppia iscrizione universitaria è un passo in avanti molto importante in quella direzione che permette di rispondere a un mondo complesso. Permette di caratterizzare fortemente il percorso universitario, allineando il sistema universitario italiano a quello europeo e di garantire una maggiore flessibilità di specializzazione. 

L’obiettivo è permettere ai nostri giovani di essere più competitivi e di avere competenze trasversali che rispondano alla grande flessibilità che è richiesta oggi dal mondo del lavoro. I benefici saranno immediati perché percorsi di laurea più larghi e trasversali possono intercettare i cambiamenti del mondo globalizzato. 

Sottolineo due punti di forza di questa proposta di legge: per prima cosa è parlamentare e arriva in aula con il voto unanime della commissione. Inoltre è sopravvissuta a ben 3 governi e 4 ministri, trovando in ognuno apertura. 

E’ un provvedimento che gli organi di rappresentanza di studenti e studentesse chiedono fin dal 2015 perché questa norma vetusta colpiva i più deboli e meno abbienti a beneficio di chi, per ragioni familiari, poteva permettersi una seconda iscrizione all’estero o corsi privati. Ora si può procedere alla doppia iscrizione grazie a una liberalizzazione equa perché la tassazione rimane invariata.

E’ l’occasione per il sistema universitario italiano di fare un passo in avanti decisivo. Non è una partita soltanto amministrativa ma di politica universitaria anche per valorizzare specificità territoriali dei singoli atenei”.