Non basta più essere contro le mafie dobbiamo decidere come contrastarle

Mi preme ancora una volta lanciare un allarme sul fatto che il sistema attuale di prevenzione possa non essere sufficiente a fronte della nuova situazione eccezionale e che quindi vanno adeguati metodi e strategie. Partendo, senza dubbio, da una lotta feroce alle disuguaglianze. Non basta più infatti essere contro le mafie, dobbiamo decidere come vogliamo contrastarle.

Come conferma purtroppo la relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia), pubblicata la scorsa settimana, a causa del Covid la tendenza delle organizzazioni criminali ad infiltrare in modo capillare il tessuto economico e sociale sano si è ulteriormente evidenziata. E’ quanto, come Comitato Infiltrazioni mafiose in epoca covid, avevamo scritto nella relazione a mia firma con la quale abbimo lanciato un alert al governo, suggerendo alcune proposte per un contrasto alle mafie davvero efficace. 

"Sin dall'inizio dell’emergenza pandemica si è reso evidente che le mafie si erano attivate sia sullo scacchiere nazionale che su quello europeo. È importante capire che sono in grado di colmare ogni forma di vuoto dello Stato, sfruttandone le debolezze e speculando sia che si tratti di aziende che di comunità in difficoltà: come abbiamo chiaramente evidenziato nella relazione, infatti, le organizzazioni criminali intervengano aggredendo i fondi stanziati con l’obiettivo di acquisire, attraverso dei prestanome, le imprese in difficoltà nel più breve tempo possibile. Ma soprattutto minano le comunità, offrendo il loro aiuto alle famiglie in difficoltà attraverso un autentico welfare mafioso e garantendosi così la loro sudditanza futura. 

Sia chiaro che il Covid è stato un acceleratore di fenomeni già in corso, accentuando le difficoltà economiche di tanti imprenditori, l'isolamento delle periferie, l'abbandono scolastico, causando un rafforzamento della presenza delle mafie nei settori economici già abbondantemente infiltrati. 

Significativo, a questo proposito, l'anomalo incremento di segnalazioni di cambi di assetti societari (codici Ateco) di attività economiche registrati nel 2020 dall'Uif, unità di informazione della Banca d'Italia. E di ulteriori rischi dobbiamo preoccuparci in vista del grosso flusso di risorse economiche che porterà il Pnrr. 

Mi preme quindi ancora una volta lanciare un allarme sul fatto che il sistema attuale di prevenzione possa non essere sufficiente a fronte della nuova situazione eccezionale e che quindi vanno adeguati metodi e strategie. Partendo, senza dubbio, da una lotta feroce alle disuguaglianze. Non basta più infatti essere contro le mafie, dobbiamo decidere come vogliamo contrastarle”.

Così il deputato del Partito Democratico Paolo Lattanzio, membro della Commissione Parlamentare Antimafia e presidente del Comitato Infiltrazioni mafiose in epoca covid, durante il suo intervento nell rassegna “Raccontiamoci le mafie” organizzata dal Comune di Gazoldo in collaborazione con Avviso Pubblico, Consulta per la Legalità e con l’Osservatorio sulla legalità presso l’Università di Mantova.