l'Agorà Pd rilancia l'antimafia sociale

Tre le tante proposte, tutte concrete ed efficaci per favorire l’inclusione sociale e la cultura, elementi fondamentali per contrastare le devianze e il rischio che diventino ampio bacino per le mafie, spicca quella che riguarda più direttamente l’identità e il futuro del Partito Democratico: radicare sempre di più il PD come partito antimafia, a partire dalle amministrazioni di prossimità.

Le proposte emerse ieri dai numerosi partecipanti all’Agorà “Per una antimafia quotidiana: partecipazione e comunità democratiche nella lotta alle mafie”, che ho ideato e proposto, sono molto nette e segno di esigenze condivise con Terzo Settore e società civile impegnate su questo fronte nel territorio. 

Tre le tante, tutte concrete ed efficaci, come spazi in ogni quartiere di socialità e avviamento al lavoro, priorità agli strumenti per colmare la povertà educativa (anche attraverso le arti performative), sportelli per i bisogni sociali, insomma tutto quello che possa favorire l’inclusione sociale e la cultura, che sono elementi fondamentali per contrastare le devianze e il rischio che diventino ampio bacino per le mafie, spicca quella che riguarda più direttamente l’identità e il futuro del Partito Democratico. 

La proposta esplicitata dagli intervenuti è infatti quella di radicare sempre di più il PD come partito antimafia, a partire dalle amministrazioni di prossimità. 

Come già alcune esperienze dimostrano, parliamo ad esempio del sindaco Matteo Lepore a Bologna, è necessario istituire un assessorato alla legalità e all’antimafia sociale in tutti i comuni guidati dal centro sinistra. Era una proposta che, come membro della Commissione Antimafia, avevo lanciato già da tempo e sono contento abbia trovato riscontro nell’assemblea di ieri. 

Le Agorà volute da Enrico Letta puntano a coinvolgere i cittadini e le cittadine per capire quali sono le loro priorità e quindi le questioni sulle quali il Pd deve prendere posizione. Il contrasto alle mafie è emerso come punto fondamentale. 

Con gli altri convenuti, Graziano Delrio, Paolo Siani, Antonio Viscomi, Michele Nitti, deputati Pd, Pina Picierno, europarlamentare Pd, Emma Barbaro, giornalista e vincitrice del Premio Livatino, Don Angelo Cassano, Libera Bari, Debora Ciliento, consigliera regionale Pd Puglia, Domenico De Santis, vice capo di gabinetto Regione Puglia, Rosa Palone, assessora Comune di Buccinasco, è emerso chiaramente che uno dei punti di partenza per la ricostruzione post covid è il valore delle comunità che contribuiscono alla risposta e alla reazione ai tentativi sempre più pervicaci di ingerenza mafiosa nella vita economica sociale del paese. L'antimafia deve essere strettamente collegata ai bisogni sociali e deve andare di pari passo con la lotta alle disuguaglianze.