Casamonica: riconoscimento associazione mafiosa conferma allarme nuove mafie e necessità di investire sulle periferie

Casamonica da oggi in poi sarà sinonimo di mafia. Questo ci dice che è importante mantenere sempre alta la guardia sulle nuove mafie che non sono meno pericolose delle mafie tradizionali e che quelle narrazioni riduzioniste non stavano in piedi.

La decima sezione penale del Tribunale di Roma ha confermato l’impianto accusatorio della direzione distrettuale antimafia di Roma: il clan dei Casamonica è mafia. 

40 condanne e il riconoscimento dell’associazione mafiosa sono il punto di partenza per mettere fine ad una larga stagione di impunità che aveva come conseguenze l’oppressione di interi territori, il controllo del traffico di droga, un pesante sistema di estorsione che arrivava fino al mille per cento di interessi eversivi, l’omertà e di conseguenza la paura di tanti cittadini e cittadine di Roma. 

Casamonica quindi da oggi in poi, sarà sinonimo di mafia al pari  di Ndrangheta , Cosa nostra, camorra e Sacra corona unita. 

Questo ci dice che è importante mantenere sempre alta la guardia, come faccio da tempo anche in Commissione Antimafia, alle nuove mafie, alle nuove forme di criminalità organizzata che non sono meno pericolose delle mafie tradizionali che siamo abituati a conoscere. 

La sentenza conferma anche che quelle narrazioni riduzioniste che vedevano i Casamonica come “zingaracci” o “nullatenenti” per definizione di costoro, come se fossero semplici faccendieri, non stavano e non stanno in piedi. 

Inoltre si pone con ancora più forza il tema delle periferie, dove molte volte è più difficile avere un forma di presenza dello Stato e delle agenzie educative e dove le infiltrazioni sono più infide. Perché le mafie, vecchie e nuove, attecchiscono dove le disuguaglianze, le ingiustizie e il disagio sociale sono più forti. 

Insisto nel ritenere che la lotta a ogni forma di criminalità organizzata debba partire dalla riduzione delle disuguaglianze.